Come ho brevemente detto nel post precedente, durante la mia (purtroppo) brevissima gita a New York mi sono regalato una nuova macchina fotografica: una EOS 450D (o Digital Rebel Xsi che dir si voglia) che andra ad affiancare e probabilmente a sostituire la mia precedente macchina, la EOS 10D.
Le differenze tra le due macchine sono molte (come pure gli anni che le separano):
La 450D e’ molto piu’ piccola e maneggevole, ha un sensore da 12 Megapixel (contro i 6,3 della 10D), il processore che elabora le immagini piu’ veloce e potente (Digic III contro Digic I), un monitor molto piu’ grande (3” contro 1,8” ) e la possibilita’ di utilizzare il “Live View”.
Le prime impressioni d’uso sono state davvero molto positive:
La macchina (in particolare quando e’ montato il Battery Grip) si impugna bene e da l’impressione di essere piuttosto solida.
Le impostazioni si modificano attraverso i classici menu di Canon: non troppo curati dal punto di vista grafico ma semplici e ben organizzati.
Le foto sono ben definite (obiettivi permettendo), ed il rumore (fino agli 800 ISO ) davvero contenuto. Questo permette di scattare foto anche in condizioni di scarsa luminosta’ con tempi ragionevoli e non obbliga chi ha principalmente ottiche “buie” (come me) a portarsi sempre dietro un cavalletto (che peraltro non ho =P) .
L’unica cosa alla quale non mi sono ancora abituato sono le dimensioni ridotte della macchina e le limitazioni (in realta’ poche) che questo comporta:
Per rimpicciolire il corpo macchina (e per aumentare le dimesioni dello schermo) e’ infatti sparita la ghiera girevole sul dorso, che assolveva a poche (ma in alcuni casi utili) funzioni ed e’ sparito anche il display monocromatico nella parte alta del corpo macchina, utile in molte occasioni per verificare velocemente le impostazioni senza dover accendere il monitor principale.
Le dimensioni inferiori e la costruzione del corpo macchina quasi interamente in plastica (a differenza del corpo in lega di magnesio della 10D) hanno poi portato anche ad una diminuzione importante del peso (oltre 400 g con i Battery Grip montati) che, se da una parte invoglia a portarsi dietro piu’ spesso la macchina, dall’altra rende piu’ sbilanciata la macchina quando si usano obiettivi piu’ pesanti del 18-55 in plastica del kit.
Concludendo.. Il passaggio tra una macchina “semipro” (la 10D) ad una macchina “consumer” (la 450D) si sente tutto, ma tutto sommato sono molto contento dell’acquisto: la macchina mi piace e in questi giorni mi sono trovato davvero molto bene.
Ed ecco infine un paio delle foto che ho fatto =)
Stay tuned !
P.S. Se vi capita di passare da New York e se siete appassionati di fotografia vi consiglio di fare un salto da B&H.. e’ davvero un esperienza unica !
E’ un po di tempo che avevo in mente l’idea di riscrivere le mie impressioni sul EEE-Pc, impressioni derivate questa volta da un utilizzo prolungato “sul campo” e non da pochi test effettuati frettolosamente.
Innanzitutto l’EEE-Pc si riconferma un gran bel giochino che soddisfa praticamente ogni esigenza di chi usa un pc in viaggio. Quest’estate ho portato il mio EEE-PC 901 in vacanza (in Corsica) e ne sono stato ben contento:
Comodissimo da mettere nello zaino e portarlo in giro per (in caso di necessita’) cercare una rete wireless non protetta a cui collegarsi, oppure per spostare e rivedere le foto fatte durante la giornata oppure (magari non quando si e’ in vacanza [superemotions file="icon_wink.gif" title="{#superemotions_dlg.wink}"]) scrivere una bozza di un progetto o prendere appunti al volo.
I punti di forza di questo netbook sono principalmente la portabilita’ assoluta e l’ autonomia (anche oltre le 3 ore se usato con criterio).
I punti deboli sono dovuti principalmente al disco SSD che (almeno nel modello che possiedo) e’ piuttosto lento e rappresenta il vero collo di bottiglia del sistema (ad esempio: per utilizzare firefox in maniera fluida e senza troppi tempi di attesa utilizzo una versione “portable” copiata in un RAM-Disk)
Dopo un po di pratica infatti quelli che inizialmente sembravano difetti (tastiera di dimensioni ridotte e schermo molto piccolo) si dimostrano (quasi) sempre all’altezza della situazione e “meno scomodi” di quello che poteva sembrare.
In questi mesi sono usciti nuovi modelli di EEE-PC (e di netbook in generale) con qualche differenza rispetto a quello in mio posesso:
Attualmente viene utilizzato il processore Atom (sempre di Intel) al posto del Celeron, con pochi vantaggi in termini di potenza di calcolo, ma con miglioramenti evidenti in termini di risparmio energetico e quindi di autonomia (a parita’ di batteria).
Alcuni netbook al posto del SSD utilizzano un classico HD da 2,5”, con vantaggi piuttosto evidenti in quanto a prestazioni e capacita’ massima (parliamo di oltre 100GB contro i 20GB del mio), ma a discapito di autonomia e peso da trasportare.
In alcuni modelli e’ stato anche sostituito il monitor da 9” con uno da 10” (a parita’ di risoluzione), cambiamento che, oltre a rendere piu’ leggibile il testo a schermo, ha permesso di adotare tastiere piu’ grandi e comode.
Ora e’ quindi molto piu’ semplice trovare la soluzione che meglio si adatta alle proprie esigenze, sempre con un occhio alla portabilita’ e con un costo (tutto sommato) piuttosto contenuto.
Finalmente mi e’ arrivata la nuova scheda madre: dopo una decina di giorni di attesa ora e’ arrivata a casa !
Ieri sera sono riuscito a montarla e a testare che fosse tutto a posto. Purtroppo il dissipatore che avevo scelto (il Freezer 7 PRO della Arctic Cooling) non e’ compatibile con questa scheda madre ( tocca contro il dissipatore del North Bridge ) e quindi temporaneamente dovro’ ripiegare sul dissipatore stock.
Non potevo non dare un occhiata al BIOS (molto completo e completamente diverso da quello a cui ero abituato con le MB ASUS che ho usato fino ad ora) e, dopo un iniziale sensazione di smarrimento, sono riuscito ad orientarmi ed a fare i primi test.
La scheda si e’ subito dimostrata molto stabile e funzionale: I voltaggi sono granitici (il Vcore non si muove di un centesimo di Volt in nessun momento, nonstante il Q6600 sia piuttosto assetato di corrente) e, quando ho tentato il boot con una configurazione non stabile, e’ bastato premere il pulsante di reset sulla scheda e tutti i settings sono tornati automaticamente all’ultima configurazione funzionante.
Per ora sono riuscito a far “boottare” il pc a 3.2 Ghz (contro i 2.4 Ghz standard) con un Vcore di 1.31 V.. un po troppo alto per i miei gusti, ma come primo tentativo puo’ andare bene.
Nei prossimi giorni cerchero’ di trovare quali sono i limiti della nuova configurazione HW e mi regolero’ di conseguenza per capire quale puo’ essere un buon compromesso tra potenza e temperature per l’uso “daily”.
In questi giorni sto cambiando PC:
Passo dall’attuale configurazione (Asus P5B-Deluxe + Core 2 duo E6300) a qualcosa di piu’ performante (DFI Lanparty DK P45-T2RS jr + Core 2 quad Q6600) anche se non proprio materiale appena uscito sul mercato.
Per ora mi e’ arrivato il processore che ho provveduto a testare sulla attuale scheda madre. Con un paio di velocissimi test sono riuscito a portarlo senza grossi problemi dai 2.4 Ghz di default a 3.2 Ghz, ma P5B ha qualche problema a gestire gli assorbimenti di corrente che sono necessari a portare la CPU a quel clock, problemi resi evidenti da un Vdrop (la differenza del VCore tra quando il processore e’ in idle e quando e’ sotto sforzo) davvero elevato (tipo 0.1V, una enormita’). Per il momento ho quindi preferito rimettere tutto a default (tranne il VCore che ho tenuto un po basso per mantenere le temperature un piu’ tranquille).
La prossima settimana mi dovrebbe arrivare anche la MB, e li ci sara’ davvero da divertirsi [superemotions file="icon_biggrin.gif" title="{#superemotions_dlg.biggrin}"]
Ho letto su Geekissimo che alcuni sono riuciti a far effettuare il boot completo (con tanto di caricamento del desktop) in soli 5 secondi, 1/3 rispetto a quello che promette Windows Seven (il futuro OS di casa Microsoft che fa gia’ tanto parlare di se).
Per ottenere questa prestazione e’ stato utilizzata una distribuzione di Linux alla quale e’ stato modificato il Kernel in modo da minimizzare i tempi morti ed evitare che venissero caricati moduli non utilizzati (qui qualche informazione in piu’).
Ma la cosa che ha dell’incredibile e’ che questa velocita’ non e’ stata ottenuta con un sistema estremamente prestazionale, ma con un tranquillissimo EEE-PC.
Sarebbe interessante se cominciassero ad applicare questa modalita’ di avvio veloce anche sui portatili e sui pc normali, anche se dubito che i vari Windows possano anche solo sperare di avvicinarsi a questi numeri.
Nei giorni scorsi ho acquistato questa interessante tastiera wireless (Bluetooth) per usarla con il mio nuovo pc che attualmente utilizzo come media center per la camera da letto.
La tastiera nasce per essere utilizzata con la Playstation 3, ma, come avevo gia’ letto in varie discussioni, e’ perfettamente compatibile con Win xp (a pato di avere a disposizione una chiavetta BT o qualcosa di equivalente) senza necessita’ di installare alcun tipo di driver (mentre sembra abbia qualche problema in piu’ con Vista, ma non ho avuto l’opprtunita’ di provarlo e quindi in questo caso parlo solo per sentito dire).
La tastiera e’ leggera e molto curata nel design, funziona con due pile stilo (AA) e, grazie alla tecnologia BT permette di digitare senza alcun tipo di problema da svariati metri di distanza (io ho provato e a circa 5 metri senza la minima interferenza). Nella tastiera e’ anche incluso un piccolo Touchpad che, qualora vi fosse piu’ comodo, vi permette di fare a meno del mouse.
Gli unici difetti che ho riscontrato con questa tastiera sono sostanzialmente tre, nessuno dei quali ritengo un vero e proprio problema:
la mancanza del tasto “bandierina” ( o windows) che normalmente uso per lanciare delle applicazioni cin degli shortcut
La mancanza dei “LED di Stato”, mancanza comune alla maggior parte delle tastiere wireless, ma che secondo me rimane un difetto
la finitura nero lucido che attira e trattiene le ditate in una maniera spaventosa.
Prendete i componenti, mischiateli con cura, montateli e smontateli un considerevole numero di volte ed infine godetevi il risultato.
Questa e’ la ricetta che ho seguito per assemblare il mio nuovo PC che si basa sulla scheda Micro-ITX di cui vi ho parlato ormai in troppi post (qui e qui)
E questo e’ il mio risultato !
Sono soddisfatto del risultato per diversi motivi:
nonostante sia partito come un gioco, il case e’ piuttosto funzionale: al piano di sotto ho sistemato un HD da 3.5” , e c’e’ il posto per aggiungerne un altro da 2.5” (o per metterne 2 da 2.5”)
sia l’HD sia la scheda madre vengono tenuti freschi dalla ventola (8×8) e anche in full load la scheda non accenda a surriscaldare.
mi sono divertito come un matto a costruire e ricostruire il case (quella che vedete in foto e’ la versione 3.0 !)
con i componenti sopra citati ho un consumo misurato alla spina di appena 38-40W che sono davvero pochi !
e poi mi piace davvero
Per completare il tutto mi serve solo un pannello che si incastri sopra al case (quello che ho comprato non si incastra ) ed un interruttore per l’accensione (al momento si accende “facendo contatto” con due fili svolazzanti in vero stile Mac Gyver)
Se volete vedere piu’ foto relative all’assemblaggio del case potete andare qui !
Qualche mese fa nessuno sapeva cosa fossero i netBook:
qualcuno ne aveva sentito parlare dal proprio Geek di fiducia, ma nessuno li aveva davvero visti.
“In principio” c’erano solo gli EEE-PC, (due modelli in tutto), ora tutte le piu’ importanti case di HW informatico ne producono ALMENO un modello: Acer, HP, MSI, Olidata, Toshiba. Lenovo, DELL, Fujitsu-Siemens, Samsung .. solo per citarne alcuni.
Asus (che e’ stata tra le primissime a comercializzare queste soluzioni) ne ha addirittura in commercio una decina di modelli diversi (che si differenziano sostanzialmente per dimensioni e capacita’ dell HD, ma che nella sostanza sono tutti simili).
Leggevo oggi sul HWUpgrade che adeso anche Nec ha commercializzato la propria soluzione netBook.
Le caratteristiche tecniche sono assolutamente identiche ai predecessori: processore Atom, schermo 1024×600 (se ne ne uscisse uno con lo schermo 1280×1024 penso che spopolerebbe), tra le 2 e le 3 ore di autonomia.
Le uniche cose per le quali questo netBook si differenzia dagli altri sono l’estetica ( e IMHO e’ il piu’ brutto tra tutti quelli usciti fino ad ora) e il prezzo (si parla di 650$, circa 200$ piu’ dei diretti concorrenti).
Le schede madri con questo form factor non sono propriamente una novita’ (e’ qualche anno che si trovano), ma solo ultimamente c’e’ stato un considerevole abbassamento dei prezzi (dai 250 e piu’ euro siamo passati a soluzioni che costano anche meno di 100 euro).
Questo abbassamento dei prezzi probabilmente aiutera’ la diffusione di queste schede, fino ad oggi destinate quasi esclusivamente al mercato “car-pc” per via del prezzo elevato, anche in ambito Home e SO/HO.
Proprio in questi giorni sono state pubblicate da diversi siti specializzati (ad esempio qui e qui) alcune recensioni a proposito delle nuove schede mini-ITX di Intel che integrano un processore Atom230 (dual core) e che hanno un prezzo al pubblico davvero abbordabile:
si parla di una settantina di euro compresa la CPU !
Le caratteritiche di un sistema costruito partendo da questa scheda madre sono piuttosto modeste:
la scheda video integrata, il singolo banco di RAM installabile, il processore poco prestante (l’atom a parita’ di frequenza e’ meno “potente” di un celeron) e il northbridge datato non ci offriranno sicuramente prestazioni da capogiro, ma ci permetteranno sicuramente di costruire una postazione di lavoro ottimale: economica, piccola e silenziosa.
Le possibili applicazioni di questa scheda potrebbero essere:
Muletto
Firewall/server con basse prestazioni (ma eccettuati rari casi occorre aggiungere una scheda di rete in piu’ sull’ unico slot PCI)
Media center (anche se, date le modeste prestazioni del sistema non sembra sia possibile riprodurre filmati con risoluzioni maggiori alla 720p, qualche informazione qui)
Pc “netTop”, cioe’ dedicato alla navigazione ed ad un uso “office”
Per ora cerchero’ di resistere alla tentazione… ma non e’ detto che ci riesca !
LA notizia di questi giorni e’ che finalmente (non se ne poteva piu’) e’ uscito anche in europa l’I-phone.
L’altra notizia e’ che siamo davvero in molti ad averne le .. scatole piene di questo caspita di telefono !
Se ne sente parlare al telegiornale ( ma siamo impazziti !?) tutti i siti di tecnologia pubblicano post su post su questa meraviglia del terzo millennio e sulle relative (tariffe incredibilmente costose) che TIM e Vodafone (i soli a poterlo commerciare al momento in Italia) propongono agli utenti cercando di farle passare cone "estremamente convenienti". (poi mi dovranno spiegare in che modo possono essere convenienti 30Euro al mese OLTRE alle telefonate.. perche’ io non lo capisco proprio !)
Tanto per scocciare un altro po oggi TIM (ebbene si, sono ancora (spero per poco) un utente TIM) mi ha mandato qlksa come 3 (TRE !) messaggi in cui pubblicizzava l’uscita del nuovo "melafonino".
Direi che stiamo davvero esagerando..
Detto questo.. non e’ che il mio animo tecnologico sia rimasto indifferente davanti al gioiellino della Apple.. solo (per ora) non mi sembra ancora il momento di prenderlo.. insomma.. e’ acerbo
P.S.
Se a qualcuno ne avanza uno.. fate un fischio che vi libero del vostro peso molto volentieri !